N. 868 - IN DATA 26/04/1783
pagg. 14 a 17.
enedetto Giuseppe
Labre nato il 26 Marzo 1748, nella parocchia S. Sulpizio d'Ammettes
Diocesi di Boulogne in Francia, dopo aver passato con ottima condotta
la sua adolescenza, sotto la disciplina di un suo zio parroco
in Erin, desiderando dedicarsi totalmente a Dio con una vita penitente,
vestì l'abito in qualità di Chierico nel Monastero
delle Sette Fontane, tra i monaci Cistercensi, della più
stretta osservanza, detti della Trappa, dove sorpreso da malattia,
che pazientemente tollerò per lo spazio di 2 mesi, fu costretto
dal consiglio dei Medici, alli 2 luglio 1770, di spogliarsi dell'abito
dopo otto mesi di Noviziato lodevolmente fatto.
Messosi quindi in pellegrinaggio per visitare i diversi Santuari
e specialmente la S. Casa di Loreto e i corpi dei SS. Apostoli
Pietro e Paolo, si portò in diversi Paesi, finché
stabilì la sua dimora in Roma, da dove mai partì,
se non per visitare annualmente la Santa Casa di Loreto. Vivendo
in questa città di Roma di semplici limosine spontaneamente
offertegli, e che in poca quantità accettava, distribuendo
il resto ad altri poveri; ha menato una vita esemplarissima, sì
per l'estrema povertà, con cui viveva, e vestiva, sì
per le continue Orazioni, che per tutto il giorno faceva con ammirabile
divozione nelle Chiese, come anche per le altre virtù,
che in esso si vedevano risplendere. Il 16 aprile dei 1783, dopo
una lunga Orazione fatta nella Chiesa della Madonna dei Monti,
sorpreso nel sortirne da un deliquio, e avendo accettato l'ospizio
di un Uomo pio, che fu pronto ad offrirglielo avanzatosi sempre
più il male mortale, ricevuta l'Estrema Unzione, ad un
ora di notte dei medesimo giorno, passò agli eterni riposi.
Il giorno appresso trasportato con pompa decente a spese di alcune
Persone il di Lui Cadavere nella sua Chiesa della Madonna dei
Monti, immediatamente se ne sparse il rumore per tutta la Città
sicché correndo a turme le Persone di ogni ceto e condizioni
a visitare il di Lui Cadavere, fu d'uopo ricorrere all'aiuto dé
Soldati, i quali appena potevano reprimere l'affollamento del
Popolo. Stiede in questa guisa il Cadavere sopra terra con il
permesso dell'Emo Sig. Card. Vicario fino alla sera dei 20 aprile,
giorno di Pasqua, in cui mediante il rogito del Notaro, riconosciuto
da Testimoni il Cadavere flessibile e palpabile, messo dentro
una Cassa di legno, e questa chiusa e sigillata con i sigilli
dello stesso Emo Vicario, e di poi riposto dentro altra Cassa
parimenti di legno, fu collocato in un Cavo appositamente fatto
a Cornu Epistolae dell'altare Maggiore di detta Chiesa.
N. 874 - IN DATA 17/05/1783
pagg. 7 a 9.
In
seguito della già da noi riferita morte, e sepoltura di
Benedetto Labre, nella Chiesa della Madonna SS.ma de' Monti, andandovi
più crescendo il concorso dei Popolo al Sepolcro di questo
Uomo per l'avanti sconosciuto, e anco per la fama imparsparsa
di tante grazie da Dio operate per intercessione dei medesimo,
l'Emo Sig. Card. Colonna Vicario di Sua Santità, si è
veduto in obbligo, (secondo il prescritto de' Sacri Canoni, e
dal Concilio di Trento alla Ses. 25) di far prendere giuridica
informazione per appurare e verificare la verità, o in
sussistenza dei fatti. A tale effetto l'Eminenza Sua ha delegato
Monsignor Girolamo Volpi Arciv. di Neocesarea in part., avanti
il quale con l'intervento e assistenza dei Sig. D. Luc'Antonio
Cotelli Promotore Fiscale della Curia del referito Emo Vicario,
saranno cìtati i testimoni informati a testificare sotto
solenne giuramento i rispettivi fatti a ciascuno noti, tra i quali
sarà il primo il Sig. Giuseppe Marconi, che fu il suo confessore.
E poiché il detto Servo di Dio non appartiene ad alcuna
Comunità Religiosa, né ad altro ceto di Persone,
l'Emza Sua medesima ha deputato come Pustolatore il P. Gaetano
Palma, Rettore della Casa e Chiesa della Madonna de Monti, ove
come si è detto, riposa il di Lui corpo.
Ad oggetto poi di dare la dovuta direzione per l'esatta osservanza
della tela giudicatoria solita praticarsi in somiglianti Cause
dei Servi di Dio, e patrocinare questa di cui si tratta, il detto
Porporato ha prescelto l'Avv. Giovanni Battista Alegiani, che
da più di quaranta anni esercita con tutta lode in questa
Dominante Avvocatura per la difesa delle cause dei Santi.
N. 894 - IN DATA 26/07/1783
pagg. 21 a 22
Si va con tutto il calore continuando la Processura della Causa
del Servo di Dio Benedetto Giuseppe Labre, di cui va sempre più
crescendo la fama di Santità e dei Miracoli; tanto più
che Monsig. Vescovo di Boulogne ha trasmesso in questa città
un Processetto che contiene l'esame del Padre, e Madre ancor vivente
di esso Servo di Dio e dei Parroci di Amettes, e di Erin, unitamente
con le notizie raccolte dai Maestri del Medesimo, e dei Popoli
circonvicini dai quali risultano circostanze vantaggiosissime,
che confermano l'illibatezza dei costumi, ed atti segnalati di
virtù esercitati dal medesimo Servo di Dio fin dalla sua
infanzia, puerizia e gioventù. Costa dallo stesso Processo,
che Benedetto Giuseppe Labre fu primogenito di 15 figli, che ebbero
i suoi genitori, dei quali nove sono per anco viventi, e vivono
civilmente con le proprie rendite.
N. 910 - IN DATA 20/09/1783
pagg. 15 a 16.
Il Sig. Domenico Agrizi Professore Veneziano, che dopo un lungo
giro di molti anni essendosi ritrovato a Roma nel tempo della
morte dei Servo di Dio Benedetto Giuseppe Labre fece la Statua
del Medesimo con tale esattezza, che fu riconosciuta del tutto
somigliantissima. Il Professore trasportata la detta Statua al
Palazzo del Quirinale ebbe l'onore di farla vedere a Sua Santità
che benignamente si compiacque di commendarla con aggiungere un
generoso regalo al medesimo. Indi fu pure veduta, e lodata la
sua struttura da molti Em. Porporati, Prelati e Principi e altra
Nobiltà, non meno che dall'altra civile Cittadinanza. In
seguito il detto Professore volendo rimpatriare, portò
la riferita Statua in Venezia, e postala al pubblico trovò
una Persona distinta che volle farne l'acquisto.
N. 944 - IN DATA 17/01/1784
pag. 8.
...Nella Chiesa della Madonna SS.ma
dei Monti, dei PP. Operai, sopra il Sepolcro dove é racchiuso
il corpo dei Servo di Dio Benedetto Giuseppe Labre, è stata
posta in marmo la seguente iscrizione:
N. 2248 - IN DATA 16/07/1796
pagg. 7 a 9.
Essendo
felicemente terminato dopo un lasso di anni quattro il Processo
Apostolico sopra le virtù eroiche e miracoli in specie
dei celebre Ven. Servo di Dio Benedetto Giuseppe Labre fabricatosi
in casa del Sig. Avv. Gardellini Sotto Promotore della Fede, con
l'indefessa assistenza delli Sigg. Giudici Suddelegati, i Monsignori
Volpi, Buschi e Cristiani Sagrista della Santità di Nostro
Signore e dei Pro-Protonotario Apostolico Mons. Coppola Segretario
della Sagra Congregazione dei Riti, con l'esame di 80 testimoni,
in cui anche si trovavano con giuridiche testimonianze comprovanti
i due Miracoli necessari per la solenne Beatificazione, uno cioè
nel Processo Apostolico compilato nell'ottobre dell'anno 1794
nella città di Loreto, e l'altro nel menzionato processo
di Roma; e infine nel dì 8 dei corrente luglio, il dopo
pranzo si è proceduto alla giuridica ricognizione dei cadavere
del detto Ven. Servo di Dio sepolto nella Ven. Chiesa della Madonna
SS.ma dei Monti, secondo come viene prescritto dalla Sagra Congregazione
dei Riti, e quantunque a norma dei Decreti si osservassero tutte
le debite cautele facendosi con tutta segretezza, e a porte chiuse,
ad ogni modo ciò nonostante non fu possibile impedirsi
il concorso di gran quantità di divote Persone, le quali
vollero trovarsi presenti; mentre oltre l'Emo Signor Cardinale
della Somaglia Vicario di Nostro Signore, l'Emo Sig. Cardinal
Roverella, e i menzionati Sigg. Giudici, vi furono alcuni Vescovi,
Prelati, Principesse, Dame, Cavalieri e un numero rispettabile
di qualificati Soggetti, che con trasporto di devozione vollero
essere presenti alla tenera desiderata funzione. Difatti estratta
la Cassa dal profondo Cavo fu trasportato il Sacro Cadavere in
altra Cassa di Cipresso, quale chiusa e sigillata con Sigillo
dell'Emo Vicario, e dei suddetti Giudici, fu riposta, entro altra
Cassa di Castagno, sopra di cui vi fu posta una lastra di piombo
con la seguente iscrizione:
e collocata nello stesso sito.
Intanto il R.mo P. D. Gaetano Palma Postulatore della medesima
Causa si insiste per avere con sollecitudine la copia del Processo
Apostolico per averne in seguito l'approvazione delle Virtù
Eroiche, indi quella dei Miracoli succennati per vedere sì
gran Servo dì Dio con una celerità sorprendente,
come sicuramente si spera, innalzato agli onori degli Altari.
