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PROEMIO

titoli onde il Signore ha voluto rendere di questi anni gloriosa la venerabile sua serva Suor Maria Crocifissa di Palma; vuoi per isvariate guarigioni; vuoi per grazie di ogni sorta che i fedeli ad intercessione di Essa s'ottennero da Dio; non che le continue ed accalorate richieste di personaggi autorevoli, nel voler tratti dalla polvere e dall'oblio i preziosi manoscritti di quell'Anima privilegiata, ne spinsero a mandarli per le stampe. Ed ei parrebbe, che questo divisamento non venisse ad effetto senz'alto consiglio della Provvidenza sovrana. Le nazioni corrono oggidì uno stadio sociale assai critico, disastroso, e a dir vero spaventevole all'occhio di chi non ha perduto il bene dell'intelletto. Iddio autore dell'universa creazione, principio centro e termine delle aspirazioni dei cuori e delle intelligenze è divenuto estraneo alle odierne istituzioni. Convegni nazionali, ed assemblee universitarie recansi a vanto il disconoscerlo, il disconfessarlo; e quel che più dee fare rabbrividire un efferato giornalismo lo vuole a tutt'oltranza scacciato dai campi delle arti, delle lettere, delle scienze, dalla morale medesima. Or bene, in questi volumi l'esistenza del Supremo Nume non pur si rafferma, ma inoltre egli il Signore Iddio disvelasi lucidamente nell'effusione della inesauribile sua bontà, dell'infinito suo amore, dei superni suoi carismi. La Fede che è inizio a salvamento, languisce, e si direbbe che sta per ispegnersi; la Speranza che ci solleva alle imperiture cose di lassù, viene sostituita dall'utilismo, e da una materiale prosperevolezza; alla Carità che collega e rannoda gli uomini , e li conduce al loro centro, a Dio, sottentra la sterile filantropia, e la vuota beneficenza nazionale. Ora in questi volumi dissertasi sulle virtù teologali con sì nobile e peregrino eloquio, da far sorgere viva e rigogliosa la lede santa; da rendere forte e robusta la speranza nei futuri beni; da ridestar calda e fiammante la carità evangelica; esse veggionsi sollevate sino all'appropriazione coll'augusta Triade; la fede base e fondamento d'ogni giustizia si rassomiglia al Padre, principio di tutte cose, la speranza si produce dalla fede, come il Figlio vien generato dal Padre, e dalla fede e dalla speranza procede la carità, in quella guisa che il Padre ed il Figliuolo spirano il divin Paracleto. Queste virtù, conchiude Maria Crocefissa, le assomiglio alla Trinità SS. per essere virtù assai sublimi. Un odio vatidiano, un accanimento covasi contro le aiuole del mistico giardino; si agogna veder dispersi, infranti e pesti i candidi gigli, spicciolate e guaste le purpuree rose che metton radici, germogliano, e crescono negli orti fortunati della Chiesa. Or il contenuto in questi volumi dimostra luculentemente, quanto i chiostri, e gli asceteri delle Sacre Vergini tornan cari e graditi al divin Cultore, e come al suo apparire

Ridon l'erbe e le piante,
E spuntan le viole
Ovunque Ei volge le sue luci sante.

.........Una scuola desolatrice, che proclama l'apoteosi dell'umana ragione, rinnega e miscrede ciò che non è conforme ai dettati del suo corto intendere; getta il dileggio e lo sprezzo sulla teorica del miracolo e del vaticinio; e osa addimandar chimera tuttochè oltrepassa l'angusta cerchia del sensibile. Or in queste narrazioni, l'ordine del sovrannaturale appare nella pienezza della sua evidenza e della sua luce, rendendosi visibile; sì per gli arcani dell'amor celeste, della scambievole compartecipazione dei cuori; e sì per le intelligenze, i rapimenti, le dolcezze inenarrabili delle divine armonie.
.........Se non che, i moderni saccentoni, or va, diranno, e narra queste fole e queste nenie al cretinismo dell'età di mezzo; non mica all'età che corre, rigenerata, com'essa è, ai lumi dell'odierno progresso. E noi di ripicco: non arrovellate, diremo a cotestoro, rabbonacciatevi, datevi pace, non a voi, sibbene a quei che non han perduto il tesoro della fede presentiamo questi volumi; valga per voi, quel duro avvertimento dell'Alighieri,

Considerate la vostra semenza,
Fatti non foste a viver come bruti,
Ma per seguir virtute, e conoscenza.

.........Ai sinceri cattolici offriamo quest'opera, non ai moderni progressisti, che reputan sogni di mente che delira gli operati mirabili della grazia divina. Alle anime informate a pietà dedichiamo queste stampe, non alla genia incredula, la quale in quella che ripudia e deride le Stigmati del Poverel d' Ascesi va a consultar gli oracoli del sozzo magnetismo, nonché, i responsi degli spiriti battenti.
.........O sì davvero, le anime desiose di sorvolare alla vetta sublime della cristiana perfezione s'avranno valide spinte per poggiare all'eccelsa meta. Qui apprenderanno a dislacciarsi di tutte cose di quaggiù, che passano e non duran punto; qui verranno soavemente tratti a sollevare gl'intendimenti, gli affetti, le brame alle non periture di lassù; qui rinverranno paschi forti e soavi per alimentare lo spirito, e terran convinzione sull'eccellenza e sul merito del patire, reputando la croce, come germe, che mette palme e corone; qui sentiranno a riprove, quanto sia cara e stimabile la vita nascosa con Gesù in Dio, e qual copia di elette grazie, di superni lumi, di beati carismi diffonda lo Sposo divino sulle anime, a Lui caramente dilette.
..........E che diremo dei sublimi reconditi veri, che questa Sposa elettissima di Gesù, disvela e chiarisce? Crocefissa parla sì alto di Dio e delle divine cose, che stupito ed attonito non sapresti rivenire dalla meraviglia, se pria non richiamassi alla tua mente, ch'era lo Spirito del Signore in Lei comunicavasi, e per Lei favellava. Or s'innalza a contemplare il pelago infinito della divina essenza, con locuzioni non più udite, che olezzan profumi di mistica profonda Teologia. Or poggia a tanto da sollevare il velo al più inscrutabile tra i misteri, ed osa dissertare sull'arcano modo d'esistere del Nume Trino ed Uno. Ora svolge la teoria della sublime Incarnazione, e dice, come l'assunta umanità termine dell'economia prodigiosa fu scevra della sussistenza comune, e la divina vennevi sostituita, e ti descrive con poetico dettato, l'esultanza dei cieli, le armonie ineffabili delle angeliche schiere, il giubilar degli attributi divini, quando il Verbo del Padre scese come rugiada sull'alvo della più candida ed intemerata Fanciulla, che mai videro i secoli. Or rapita, nell'amaritudine dello spirito, contempla lo Sposo dell'anima sua, naufrago in un mare d'affanni, pesto da flagelli, trafitto da spine, coperto d'obbrobrii e d'ignominie, straziato in mille guise; e ne ricopia, e ne sperimenta le ambasce, i tormenti, l'atrocità delle pene, per modo che tu la vedi trambasciata, svenuta, agonizzante. Or con dolenti note narra le pressure della divina vendetta, le sofferenze inestimabili delle anime giuste, in quel luogo

Ove l'umano spirito si purga,
E di salire al ciel diventa degno.

.........E desta pietà verso quelle misere da voracissime fiamme tormentate ed arse; sicché una lacrima sentirai sgorgarti dal ciglio, ed un prolungato sospiro escirà dal fondo del tuo cuore. Or t'ammaestra nell'arte delle spirituali battaglie, e del furore parla, e delle svariate maniere onde Satana s'aggira, e delle nere trame che tende per divorar le anime; ed Ella il forte scudo della fede, e la doppia corazza di salute addita, per superare nei duri cimenti, la potenza di abisso.
..........E non fa tremar i polsi, e agghiadar il sangue nelle vene quando a lugubri tinte, e con ispezzato stile dipinge lo stato lacrimevole di un'anima lontana da Dio, vincolata dalle ritorte della brutta colpa, e che resiste ostinata ai soavi e forti richiami della divina grazia?
..........Né questo é tutto, Lettor mio caro, chi può esprimere a verbo il gaudio santo di che va ripieno il cuore, quando Maria Crocefissa fa conta la visitazione di Dio all'anima che lo ama, quando enunzia i divini parlamenti, ora intellettuali, ora immaginari, ed or sensibili , accompagnati a delizie castissime, per cui ella l'anima rimane inebriata d'una gioia che sa di Paradiso? Vedrai, come altre volte di siffatte locuzioni la lascia priva, perché a più a più s'accenda nello amor dello Sposo, ed essa non sentendolo seco, focosamente lo cerca, lo chiama, e all'abbondanza dell'amore e del desiderio dando uscita, domanda di Lui, a chi l'incontra: l'avete veduto il mio diletto? Num quem diligit anima mea vidistis ? E se la notte della derelizione perdura, ne corre e vola alla più cara tra le Madri, ed Ella Maria, l'accoglie pietosa al seno, la rianima con soavi conforti, la solleva con santi consigli, l'ammaestra su i nascondimenti amorosi dello Sposo, e le appalesa, ove fa le sue dimore, ove cerca i paschi soavi, ed ove rinviene i dolci riposi. Né di tanto si tien paga la divina Madre, per giunta, la chiama con invito d'amore a indeliziarsi nell'orto amenissimo del virginio suo chiostro; dove già la fertilissima terra della sua umiltà cagionata coll'ardente fiamma e colla fresca aura dello Spirito Santo produsse il fiore dell'umanità del Verbo; e l'anima (come parla Maria Crocefissa) va pian piano al desiato luogo, a guisa di chi cantando cammina. Quivi la Vergin Madre la ricolma d'elettissime grazie, e peregrini doni le infonde; quivi la mette a conoscenza delle sue grandezze e delle sue glorie, e l'istante le mostra in cui venne concepita, senza labe, istante di luce, di santità, istante beatissimo in cui a fiumi a torrenti a ribocco le fluirono nel cuore le celesti dovizie, i divini tesori; quivi la erudisce intorno i molteplici e svariati modi onde vuol essere culla e venerata; e quivi, dopo averle mostrato il cammino della sua vita sparso di triboli e d'ortiche, la introduce a valicare le acque amare dei suoi dolori, delle sue ambascie, del suo martirio, che ogni martirio vinse; e l'anima attonita per meraviglia a tante finezze di amore nell'ebbrezza della gioia esclama: intessiamo a Maria serti di rose: coronemus Maria rosis.
.......Di certo, pio Lettore, nel disvolgere questi volumi, l'animo tuo sentirassi aiutato, a raccogliersi in Dio; verrà fatto sgombro da pensieri vani, da basse voglie, da terrene cure; aprirassi ad amare la legge immacolata del Signore; soavità di pace, ricreamento di spirito gusterà il tuo cuore; pietosi affetti, aspirazioni sante, magnanimi propositi in te sorgeranno; i dumi, le spine ond'è folto il deserto della vita diventeranno a te desiderabili , e bello comincerà a farsi il dolore; lacrime d'inesprimibile contentezza spesse fiate ti pioveranno dagli occhi; e, a quando a quando l'anima tua anelerà slanciarsi alla sorgente eterna del sommo Bene, dell'inesauribile Amore. Questi avvantaggi e maggiori, che non sappiam enunciare, speriamo, coglierai Lettor caro, dall'Opera che t'offriamo; onde così tu possa vivere quieto e tranquillo nella terra dell'esiglio, e beato nella sempiterna magione de' Celesti.

 

AVVERTENZA

 

.......Abbiamo reputato equa cosa e convenevole lasciare i manoscritti della Venerabile Serva di Dio nell'indole propria, e loro natia semplicità, senza punto badare a costrutti, a periodi lunghissimi ed intralciati, a norme di ortografia, ad improprietà di lingua, a qualche vocabolo che sente piuttosto del siculo, anziché dell'italico idioma.
.......Poche e lievissime macchie, che valgano a far vieppiù rifulgere la copia delle immortali bellezze - Solamente si è tolta la lettera h dinanti alcuni vocaboli, e la t posposta alla congiuntiva e : questo per non ingombrare lo stampato senza verun prò.

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