
hi prende in mano
questa raccolta di lettere familiari di S. Giuseppe
Maria Cardinale Tomasi dei Principi di Lampedusa (1649 - 1713),
dellOrdine dei Chierici Regolari Teatini si trova in grado
di poter disporre di un pregevole tesoro storico e agiografico.
Si tratta di una specie di preziosa autobiografia, che apporta
una luce nuova alla biografia del Santo. Questi ci permette di
seguire il suo modo interessante di raccontarsi, di
comunicare, di far partecipi della sua vita i suoi cari, e allo
stesso tempo di partecipare lui stesso e di interessarsi passo
passo della loro vicenda terrena.
I destinatari ordinari e preferiti sono le sue sorelle, religiose
nel Monastero Benedettino del Ss.mo Rosario di Palma di Montechiaro,
nella diocesi di Agrigento. È un epistolario ricco di dati,
di riferimenti, di aneddoti, di impressioni, che interessano non
solo la vita familiare e locale della città dei Tomasi
di Lampedusa, ma anche in diversi punti la vita romana di quel
tempo. Da questo punto di vista è una preziosa fonte di
notizie storiche.
Lo stile di S. Giuseppe M. Tomasi è assai sobrio, si esprime
con proprietà di linguaggio, con concretezza, senza indulgere
a inutili divagazioni, con una chiarezza e con una praticità
di idee e di concetti, che sorprendono.
Questa corrispondenza tra Roma e Palma di Montechiaro, di una
frequenza pressoché settimanale, ci fa seguire linteressante
servizio ininterrotto di spedizione e di consegna di lettere e
altro tra la città di Roma e la Sicilia.
Il lettore constaterà subito che ha in mano uno scritto
confidenziale di un santo verso i suoi familiari. Le lettere,
in particolare quelle alla Ven. Suor Maria Crocifissa della Concezione
(1645 - 1699), sono di un denso contenuto spirituale.
I corrispondenti erano anime votate decisamente e costantemente
alla santità. Lamore filiale e fraterno, linteressamento
per i vari problemi familiari, i suggerimenti e i consigli, lattaccamento
alla propria terra e alla sua gente, sono sempre in perfetta sintonia
con una visione nobile delle vicende umane e con una cura di una
intensa ed elevata vita interiore.
La lettura di questo epistolario, oltre a soddisfare la nostra
affettuosa e discreta curiosità di conoscere la vita riservata
dei Tomasi di Lampedusa, rigenera anche la nostra vita spirituale,
è come una leggera pioggia benefica, che la rinfresca,
le dà vigore, ce la fa sentire nuova o almeno rinnovata.
Dobbiamo inoltre riconoscere che queste lettere ci rivelano un
santo che ha idee pratiche lungimiranti. Basta solo menzionare
il suo appassionato e costante impegno perché si portasse
a felice termine il suo progetto della fondazione del Collegio
dei Padri Scolopi in Palma di Montechiaro. È una chiara
dimostrazione del suo vivo desiderio di dotare la sua città
di una istituzione che garantisse la continuata cura della elevazione
spirituale e culturale della gente della sua terra.
Un altro fatto di concretezza e praticità, labbiamo
nel caso che, convinto più di ogni altro della santità
di sua sorella Suor Maria Crocifissa, si adoperò, subito
la di lei morte, quanto poté, senza alcun indugio, per
promuovere e seguire personalmente il Processo sulla sua vita
e le sue virtù per la Causa di Canonizzazione.
Dobbiamo al perseverante, paziente e accurato lavoro di ricerca,
di raccolta e di trascrizione, dellamico Domenico Sicari,
il poter avere oggi a nostra disposizione questa corrispondenza
tomasiana. È un graditissimo dono, per molti una scoperta,
che contribuisce a soddisfare il nostro desiderio di conoscenza
e di godimento spirituale.
Bartolomeo Mas, C. R.
Postulatore Generale dei Padri Teatini
l compianto P. Francesco
Andreu, C. R., che mi onorò della sua guida spirituale
negli ultimi anni della sua non breve vita, scrive nella dotta
sua biografia di S. Giuseppe Maria Tomasi: Lunico tesoro
inedito degli autografi tomasiani, oggi da noi conosciuto, è
lEpistolario; e più avanti: Le lettere conservatesi
nellArchivio Generale (AGT) dellOrdine in S. Andrea
della Valle in Roma, sono oltre duecento. La raccolta più
preziosa di questi autografi è quella che contiene le lettere
familiari e spirituali alle sue sorelle. E ancora: Ci auguriamo
di poter vedere un giorno alla luce, anche questi scritti che
ci svelano così intimamente lo spirito e la vita del Dotto
e del Santo.(1)
Questa modesta fatica vuole essere una risposta concreta al desiderio
dellamico scomparso.
Sono qui raccolte, oltre alle lettere sopra citate, altrettante
che provengono dallArchivio del monastero del SS. Rosario
delle monache benedettine in Palma di Montechiaro, diocesi di
Agrigento. In questo monastero riposano molti Tomasi illustri,
e fra le sorelle del Santo, la Ven. Suor Maria Crocifissa, Isabella
Tomasi, il cui processo di beatificazione ci auguriamo giunga
presto a felice compimento. Laccesso a questo secondo epistolario,
che tanto arricchisce quello custodito dai Teatini, mi è
stato concesso dalla Madre Abbadessa del monastero, che di cuore
ringrazio.
Prima di andare in stampa la cortesia dallArciprete di Torretta,
Palermo, Don Tommaso Damico, ha fatto pervenire ulteriori
dieci lettere inedite del Santo.
Nonostante lepistolario sia stato così arricchito,
esso presenta tuttavia numerose lacune, dovute alla dispersione
di molte lettere.
È auspicabile, anche per una migliore comprensione di tante
circostanze citate in questo testo, che vengano date alla luce
le numerose lettere di Suor Maria Crocifissa al fratello Santo.
Lepistolario di Suor M. Crocifissa, amplissimo, è
custodito in Palma nel citato monastero del SS. Rosario. Merito
del suo riordino è dellamico Giuseppe Mangiavillano.
Domenico Sicari
(1) Andreu Francesco, Pellegrino alle Sorgenti. San Giuseppe Maria Tomasi. Roma, 1987. Pp. 490,492..