torna all'Indice di S. Giuseppe

Il dedicare un Libro a Principe illustre, e potente Res
parva est, dice Plinio, sed initium non parvum. Conciosiacosache
oppressa larte dalla Maestà dellaccesso, sul
bel principio ella o si confonde, o si perde nellaltezza
dellinvocazione, nella profondità de meriti,
e nel non sapere, onde incominciar la sua supplica, se dalla lode
del Soggetto del Libro, o dagli encomj del Soggetto, a cui si
dedica il Libro. In traccia cotanto scabrosa, per isfuggir ogni
taccia, e render ragione in poche parole del mio dire, dirò,
Eminentissimo Signore, Che in questo Libro presento alla sua alta
Protezzione un Venerabile Personaggio, Religioso, Cardinale, e
Benemerito al Christianesimo in pregio, e fregio di stampe, Tre
qualità tanto proprie di lui, e tanto proprie di Lei, che
dubbitar si debba, se luno più giustamente possa
maravigliarsi dellaltro, e Chi di essi possa dirsi tra loro
o Esemplare, o Copia di Ecclesiastica Grandezza. Onde sè
vero, comegli è verissimo, il detto di Platone Similis
simili semper haeret, io qui non so, se mi convenga implorar
il Patrocinio di V. E. alla Vita del Venerabile Cardinal Tomasi,
o offerir V. E. al Patrocinio di questo Servo di Dio, mentre ambedue
in Religiosità di vita, in elevatezza di dottrina, e in
eminenza di Dignità sono stati, e sono ornamento, e propugnacolo
fortissimo del Pontificato Romano.
Né con sì giusta paragonanza pretendo tesser nuova
gloria, a Chi già con le loro heroiche azioni si hanno
fabbricata gloria immortale appresso il mondo, onde tutti e due
respettivamente dir possano Quamvis nobis degeneratur diu
vivere, relinquimus aliquid, quod nos vixisse testemur: Dico
solamente, che lE. V. non già fra solitario ritiro
di privata Cella, chiamato già da quel dotto Scrittore
Magnum cogitationis incitamentum, ma qual altro Cesare,
che ne naufragj invitto con in una mano li Libri, e con
nellaltra la Spada, salvò a se la Vita, e alla Posterità
il tesoro de suoi Commentarj, così lE. V. nelloperosa
mole di rilevantissime Condotte hor Compagno, e Direttore di gran
risoluzioni, hor Ambasciadore a Sovrani dellEuropa
in grandi affari, assordito qua da strepiti di trombe militari,
là da fremiti di onde inferocite dellOceano, ha pur
tuttavia così ben custodito sé a sé, che
non mai è stato più tutto suo, che quando è
stato tutto daltri. Ma che dissi suo, anzi di Dio! i cui
profondi attributi, che appena all'oglio di lunga Lucerna possono
o concepirsi con la mente, o descriversi con la penna, Ella così
ben colla mente, e colla penna ha delineati, e espressi nelle
pagine de Torchj, che il suo Libro De Trinitate può
egli meglio dirsi Pittura, che Scrittura di quella eccelsa Triade,
della quale disse S. Agostino Rara Anima, quae cum de illa
loquatur, sciat, quod loquatur!
Pregio si è questo, Eminentissimo Signore, che a mio
parere sorpassa ognaltro pregio o di chiaror di sangue del
suo nobil Casato, o di consumata destrezza negli affari co
primi Sovrani dellEuropa, o di dottrina di Scienze spiegate
nelle prime Cathedre della Spagna, tutti i Gradini, sopra cui
poggiata lE. V. ha tratto a se lamore, e la stima
de Grandi, che affaticati, per così dire, in avvantaggio
della sua Grandezza, hanno non solamente così ben cooperato
a farlo collocare su quelleminente Candelabro, che dopo
il Sole riluce più risplendente che ognaltro, nella
Chiesa di Dio, ma costituito eziandio Mediatore tra il Sacerdozio,
e lImperio, Ministro di Giesù Christo nel Santuario
della Chiesa, e Ministro di Cesare nella gran Corte di Roma.
Dunque altro a Lei non resta, Eminentissimo Signore, che il godersi
il frutto delle sue heroiche operazioni, e altro non resta a Noi
a desiderare, che siccome lE. V. con egregj fatti presenti
conferma i passati, così li passati, e li presenti habbiano
da prometterci i futuri, quali tenendo ancora in occulto il Cielo,
non possiam non credere, che non sian per essere avvantaggiosi
sempre pel Chistianesimo, gloriosi per Cesare, e degni di
ammirazione anche per Lei, che riandandoli poi con la mente, o
rileggendoli nelle stampe, innocentemente si maraviglierà
di sé medesimo, e pazientemente sopporterà la condizione
de gran Personaggi, che legger non possono cose degne di
lode, senza che leggan le proprie.
Gradisca questatto di riverenza nel Patrocinio, che imploro
di questo Libro, non men Suo per la somiglianza del Soggetto,
che per lossequio dellAutore, che baciandole la sacra
Veste, resta
Di V. E.
Humiliss. Divotiss. e Obbligatiss.
Servit.
Domenico Bernino.
top
Molti son gli Huomini, che fan del bene, ma pochi gli Huomini
da bene: Thyrsigeri quidem multi: Bacchi vero pauci. Questo
nostro Ven. Servo di Dio, di cui scriviamo la seconda volta la
Vita, in ogni stato di ella fece sempre tanto del bene, e fu così
sempre Huom da bene, che quanto fece di bene, tutto nascose finalla
morte sotto il moggio di profondissima Humiltà, che è
il vero, e solo paragone dellHuomo da bene. Onde quindi
provenne, che il defunto Santissimo Pontefice Clemente XI. ci
comandasse quasi nellistesso giorno, in cui il Cardinal
Tomasi da questo fece passaggio allaltro mondo, che ne scrivessimo
più tosto un semplice Ragguaglio, che un distinta Vita,
e che poi dopo formati li Processi ne stendessimo unaltra,
chè la presente, più ampla, e fornita, onde
tuttegli apparisse aglocchi de Lettori, se pur
tutto apparir può un cupissimo Pozzo, in cui Chi si affaccia,
molto vede, ma non mai giunge con la vista a penetrarne il fondo.
Il primo o Ragguaglio, o Vita fu da Noi fatta stampare dal Bernabò
in Roma nellanno 1714 e in questo che corre 1722 esce di
nuovo alla luce delle medesime stampe, dedotta tutta da authentiche
testimonianze, e conseguentemente ricca di notizie, e meglio comprovata
con lattestazione de Processi. In questa non habbiamo
apposto Indice particolare, sì perché lIndice
de Capitoli porta seco sufficientemente annesse le particolarità
de Racconti, come perché le particolarità
de Racconti sono tanto sterminatamente copiose, che o sarebbe
riuscito mancante lIndice, o per evitar questo inconveniente
incorrere in un altro, e far un Volume dIndice più
vasto del Libro, onde meglio dir si potesse Vita dellIndice,
che Indice della Vita.
Ciò poi, che in questo Libro si dirà, che attribuir
si possa o a Santità di Vita, o a grazia di miracoli, o
a dono di profezia, dallAutore si vuole onninamente osservato
il Decreto della Sacra Congregazione della Romana Universale Inquisizione
dellanno 1625, e confermato nellanno 1634 in conformità
della Dichiarazione della san. mem. di Urbano VIII nellanno
1631, alla quale si habbia ogni relazione in ciò, che si
soggiungerà nella Descrizzione di questo Libro.
