
uesta raccolta di
lettere del Servo di Dio Padre Carlo Tomasi, dellOrdine
dei Chierici Regolari Teatini, domanda innanzi tutto una nota,
anche se breve, sulle tappe principali della sua vita.
Carlo Tomasi, nato a Ragusa il 17 ottobre 1614, è il fratello
primogenito gemello di Giulio Tomasi, padre di San Giuseppe Maria
Tomasi (1649 - 1713). Orfano di padre fin dalla prima infanzia,
fu allevato ed educato da sua madre e da uno zio paterno. Questo
non impedì che acquistasse una vasta e profonda cultura
umanistica ed ecclesiastica.
Con suo fratello Giulio fondò nel 1637, nei propri possedimenti,
la nuova città di Palma di Montechiaro, della quale fu
nominato primo duca da Filippo IV di Spagna nel 1638.
Desideroso fin da giovane di seguire la vocazione ecclesiastica
abdicò in favore del fratello a tutti i suoi diritti di
primogenitura e nel settembre 1640 fu ordinato sacerdote. Lanno
seguente entrò fra i Teatini a Palermo, dove emise la professione
religiosa l11 aprile 1642.
Si dedicò agli studi di filosofia e di teologia. Nel 1648
pubblicò uno Schema che riassume la Somma Teologica
di S. Tommaso dAquino. Rimase a Palermo fino al 1658, quando,
dopo aver partecipato a Roma al Capitolo Generale dl suo Ordine,
i superiori lo trattennero nella casa generalizia di S. Silvestro
al Quirinale. Qui trascorse il resto della sua vita. Morì
con fama di santità il primo gennaio 1675. Immediatamente
dopo il suo decesso furono raccolte testimonianze e scritti per
il processo di beatificazione, che poi non ebbe seguito. La sua
produzione letteraria è molto abbondante: 51 opere e opuscoli
editi, in latino e in italiano, e 17 inediti. Per i dettagli rimando
a A. F. Vezzosi , I Scrittori de Chierici Regolari detti
Teatini, tomo 2°, Roma 1780, pp. 349-359. I suoi scritti
sono interessanti per gli argomenti teologici trattati e per la
sua dottrina spirituale.
Il P. Carlo Tomasi conobbe e mantenne rapporti con molti personaggi
del suo tempo, specialmente in Sicilia e a Roma. Fu confessore
e direttore spirituale molto ricercato ed era apprezzato come
uomo dotato di grande saggezza.
Anche se lontano dalla sua città e dalla sua famiglia continuò
tutta la vita a suggerire e a dirigere le iniziative, i progetti,
le opere, che riguardavano lo sviluppo religioso e civile di Palma
di Montechiaro. Lattento lettore di questo epistolario se
ne renderà conto facilmente. E ancora più se avrà
lopportunità di leggere le Lettere familiari
di San Giuseppe M. Tomasi, appena edite a cura di Domenico Sicari,
e quelle della Venerabile suor Maria Crocifissa della Concezione
al fratello santo, delle quali auspichiamo la pubblicazione.
Giuseppe Mangiavillano presenta il volume con il titolo di Lettere
familiari perché contiene solamente le lettere i cui
destinatari sono della famiglia dei Tomasi di Lampedusa. I privilegiati
sono principalmente il fratello Don Giulio e sua moglie Donna
Rosalia, e anche il nipote Giuseppe Maria.
Le lettere sono sature di spiritualità. Lo stile è
chiaro e concreto, con indicazioni e consigli precisi. Lo scrivente
intendeva seguire e aiutare i suoi familiari nel cammino verso
la santità anche occupandosi delle cose temporali.. chi
conosce la storia di questa Famiglia constata che lideale
di perfezione cristiana, alla quale tutti si erano proposti di
tendere, fu costantemente perseguito.
Per il P. Carlo Tomasi il miglior titolo di gloria e il suo vanto
è la santità della sua famiglia, in primo luogo
di suo nipote S. Giuseppe Maria Tomasi, che seguì, curò
e aiutò in modo particolare durante gli anni della sua
formazione religiosa.
Queste lettere allargano lorizzonte sulla vita di P. Carlo
Tomasi e dei suoi familiari. Sorprendente è la molteplicità
delle relazioni personali, che si trovano ripetutamente. Egli
non carteggia per il semplice gusto di carteggiare. Le sue lettere
non sono altro che una forma di azione di apostolato e di direzione
spirituale. Questo epistolario ci mette a parte di molti intimi
segreti della Famiglia Tomasi, e questo direttamente, senza dover
ricorrere alle inevitabili mediazioni dei biografi.
La semplicità dello stile, il tono pacato, familiare e
confidenziale, dissolvono in noi il timore di essere degli intrusi
indiscreti. Entriamo in riguardoso silenzio, in punta di piedi,
nella attenta lettura di questo carteggio. Vogliamo conoscere,
con delicata curiosità, e anche gustare interiormente,
la comunicazione e la vicenda familiare, improntata da un reciproco
affetto e animata da una vicendevole sollecitazione verso la perfezione
cristiana della loro vita.
Bartolomeo Mas, C. R.
Postulatore Generale dei Padri Teatini
a
mia città, Palma di Montechiaro, è legata sin dalla
fondazione alla famiglia Tomasi. Tra i componenti della famiglia
giganteggiano le figure di Giuseppe Maria (1649 - 1713),
elevato agli onori degli altari il 12 ottobre 1986, Isabella
Domenica (1645 - 1699), suor Maria Crocifissa della Concezione,
proclamata venerabile il 15 agosto 1797 e non meno illustri sono
le figure dei gemelli Carlo (1614 - 1675), Chierico Regolare,
e Giulio (1614 - 1669), cavaliere dellOrdine di Santiago
(1649) e Principe di Lampedusa (1667), fondatori del paese, nel
lontano 3 maggio 1637.
Recentemente a cura dellAssociazione Beata Corbera,
di cui mi onoro essere socio fondatore, sono stati proposti una
serie di studi, ricerche ed interventi che hanno focalizzato sotto
i vari aspetti la figura, la spiritualità e la santità
della nostra venerabile suor Maria Crocifissa. Si veda la recente
pubblicazione Di te si dicono cose stupende, Isabella
Tomasi di Lampedusa a cura di Maria Stefania Palmisciano.
Nel corso del lavoro di riordino dellarchivio del Monastero
del SS.mo Rosario, affidatomi dalla madre Abbadessa, sono riuscito
a catalogare tutto lepistolario e gli scritti esistenti
della nostra venerabile, creandone una catalogazione di facile
consultazione, a chi si occupa di studi storici ed ecclesiologici.
Durante il lavoro di catalogazione di molte lettere del card.
Tomasi, ho avuto modo di conoscere il compianto Padre Francesco
Andreu, biografo di San Giuseppe Maria Tomasi e archivista dei
Padri Teatini di Roma, il quale mi ha consentito di copiare tutto
lepistolario autografo ed inedito, di Don Carlo Tomasi e
Caro, primo Duca della nuova Terra di Palma, il 10 dicembre 1638.
Su sua precisa richiesta e sotto il suo incoraggiamento ho intrapreso
questa modesta fatica, di portare alla luce lepistolario
di D. Carlo, e spinto dalla voglia instancabile di fare conoscere
in maniera più veritiera possibile le notizie delle illustri
e sante azioni di un sì ammirabile servo di Dio.
Dopo la rinuncia, del Ducato e dei suoi diritti di primogenitura,
fatta al fratello, D. Carlo procurò ed ottenne un breve
pontificio che lo autorizzava a prendere gli ordini sacri. Fatto
ciò e preso commiato dal fratello, parenti, e vassalli,
si partì da Palma e per tutto il tempo di sua vita non
vi ritornò più, e quindi mai più la rivide
azione pareggiabile a quella del santo Patriarca Abramo,
quale per ubbidire alle voci di Dio, uscì da Haran, per
non più tornarvi (1).
Il nostro D. Carlo ricorreva sempre alla gran Madre di Dio, perché
intercedesse la grazia per noi dal suo dilettissimo Figlio, e
quando ogni volta esortava qualcuno a ricorrere a Dio per qualche
suo bisogno, gli faceva sempre aggiungere: per lintercessione
della Madre SS.ma; tale usanza, a sua imitazione, prese pure
il Duca Giulio, suo fratello. Anzi che avendo come stemma araldico
di famiglia un Leopardo, con sopra il motto: in Deo spes mea,
per consiglio di D. Carlo vi aggiunse di più queste parole:
per Mariam.
Lesempio dato da D. Carlo a tutti i componenti della famiglia
ha avuto un enorme influsso, tanto da potere asserire con certezza,
che anche se non presente materialmente, fu sempre consapevole,
e molte volte ispiratore, degli gli avvenimenti lieti e tristi
della Terra di Palma.
Questo lavoro va inserito nel contesto della più generale
corrispondenza familiare di tutti i componenti, con laugurio
che possa essere uno stimolo per il ritrovamento dellancora
sconosciuto epistolario del Duca Giulio.
E difatti auspicabile una sempre più ampia conoscenza,
estesa anche allepistolario della venerabile suor Maria
Crocifissa della Concezione, per capire a fondo le numerose circostanze
familiari.
Le lettere manoscritte di questo lavoro sono catalogate nellArchivio
generale dei Padri Teatini di Roma ai segni:
ms. autografo n. 233 anno (1642 - 1667)
ms. apocrifo n. 235 anno (1642 - 1667)
ms. autografo n. 234 anno (1668 - 1674)
ms. apocrifo . n. 236 anno (1668 - 1674)
Ringrazio la madre Abbadessa suor Maria Rosalia della Concezione
ed il rettore del monastero sac. Nicolò Lupo, per aver
permesso e autorizzato la catalogazione degli scritti di suor
Maria Crocifissa e dato una svolta per lulteriore seguito.
Un vivo ringraziamento va allamico Domenico Sicari, che
ha curato la pubblicazione delle lettere familiari
di S. Giuseppe M. Tomasi, e che condivide con me la stessa passione
di ricerca e devozione per la venerabile, per avermi dato preziosi
consigli e suggerimenti.
Il più sincero grazie va a Padre Bartolomeo Mas, postulatore
della causa di canonizzazione della venerabile, che con squisita
cortesia ha accettato di scrivere la presentazione.
Ottobre 2004
Giuseppe Mangiavillano
(1) Fra Biagio della Purificazione - Vita e virtù
dellinsigne servo di Dio, D. Giulio Tomasi e Caro - ed.
Gioseppe Vannacci in Roma - 1685, pag.48;
Abbreviazioni
AGT - Archivio Generate Teatino
AMBP - Archivio Monastero Benedettino Palma
