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L'affetto cordiale, che V. E. dimostrò
al Nostro Servo di Dio D. Carlo de' Tomasi, massime negli ultimi
periodi della Vita sua religiosissima, visitandolo in detto tempo
con affettuoso cuore, e con la raccomandazione dell'anima, indrizzandolo
al Paradiso, obliga me, dopo haver rappresentata succintamente,
e in iscorcio la sua lodevolissima Vita, tutta di santissime operationi
risplendente, a consagrarla, come riverentemente faccio, a V.
E. sperando, che chi ammirò il di lui virtuosissimo operare,
mentre viveva, non isdegnarà di leggerla, in questi fogli,
benché rozzamente, abbozzata. Il zelo, ch'egli sempre hebbe,
non solo di piacere totalmente a Dio, ma anco di procurar l'accrescimento
della sua maggior gloria, dell'incaminamento di tutti alla santa
perfettione, di ridurre ogn'uno su la retta strada del Paradiso,
non discordando dal piissimo di V. E. non può non trarre,
come la calamita il ferro, il zelantissimo affetto di V. E. quale
a tutto ciò ha havuto sempre la mira in tutte le sue applicatissime
operationi, ad amarlo, a gradirlo, a leggere in questi rozzi fogli
le di lui virtuosissime attioni, tutte a questo fine indrizzate.
Il gran Simone Macabeo, per animare i suoi Fratelli, sudditi,
e soldati a generose imprese, in mantenimento della santa lor
Legge, ad essi rappresentava l'attioni heroiche, a questo effetto
operate da' suoi antecessori, e Fratelli, Giuda, e Gionata, sempre
applicati alla difesa della santa Legge. Hor qual più bell'esempio
può rappresentare V. E. a tutti gli Ecclesiastici, come
loro dal Sommo Pontefice destinato Vicario, accioche inanimino
i suoi sudditi a santissime operationi, alla conquista del Paradiso,
e a debellare l'Infernali potestà, quanto quello del nostro
Servo di Dio, D. Carlo, a tutto ciò sempre impiegato, e
indrizzato? Rammemorando il grand'Alessandro l'heroiche imprese
degli antepassati Heroi, il poco acquisto, che d'un Mondo sì
vasto haveva egli fatto col suo continuo, e fortunato guerreggiare,
sentivasi spronato a maggiori imprese, ad acquisti più
gloriosi: chi sa, che rappresentando V. E. agli Ecclesiastici,
delineato in questa Vita, il fervore del nostro D. Carlo per guadagnar
anime al Cielo, e per estirpare l'introdotti abusi, forti batterie
dell'Inferno, non si accendano ad imitarlo, non applichino ogni
lor studio per far più abbondantemente germogliare nel
Fecondo campo di Santa Chiesa, estirpata la zizania, la copiosa
messe d'huomini virtuosi, e santi, di esemplari, e comendabili
operationi? A questo effetto io offro a V. E. questo esemplare
di un zelantissimo Operario, e Servo di Dio, acciò, proponendolo
ad altri, si risveglino a ben coltivare la Vigna di S. Chiesa.
So, che V. E. applaudì di ciò farsi, quando, dopo
la morte di questo Servo di Dio, fu cominciato il Processo dell'Heroica
sua Vita, e comendabili Virtù, in ordine a renderlo a tutti
cospicuo, e imitabile con la dichiaratione dell'Oracolo del Vaticano;
ma già che, per raggionevoli rispetti, questo non si è
proseguito, a questo effetto io qui rappresento a V. E. descritte
in questa Vita l'heroiche sue Virtù, e ardentissimo zelo,
acciò venghino almeno sapute dal Mondo tutto, e procurato
sia d'imitarle, come d'un Servo di Dio, veramente zelantissimo,
e tutto inclinato a far conoscere la maggior gloria di Dio, e
ad accrescere negli huomini il suo santo Amore, e dovuto ossequio.
Supplico in tanto humilmente la benignità di V. E. a non
isdegnare il mio presontuoso ardire in ciò fare, e augurando
a V. E. tutte quelle felicità, convenevoli all'incomparabile
suo merito, e che ponno desiderarsi dal piissimo suo cuore, con
animo riverente, e ossequioso, humilissimamente le bacio la sacra
Porpora.
Dell'E. V.
Humiliss. Divotiss. ed Obligatiss. Servidore
D. Gio. Bonifacio Bagatta de' C. R.
